La Ruota Idraulica

In Principio

Il vano sottostante al foro di uscita dell’acqua del Bottaccio conteneva una enorme ruota verticale a cassette, in legno di quercia, del diametro di circa 8 metri. Il movimento della ruota azionava sul piano dei palmenti una doppia coppia di macine tramite un certo numero di ingranaggi di moltiplica collegati al suo albero.

Schema del sistema alternativo a ritrecini - ultimo meccanismo utilizzato in questo mulino

successivamente

Il meccanismo a ruota verticale, soggetto purtroppo a frequenti guasti a causa delle forze indotte dalle grandi dimensioni dell’opera, venne poi abbandonato adottando un più semplice sistema privo di ingranaggi, basato su due “ritrecini”, ruote metalliche orizzontali spinte da due getti azionati con l’acqua fatta scendere dal Bottaccio tramite una condotta murata sotterranea, appositamente costruita. In una relazione tecnica del 1945, quando il mulino funzionava a ritrecini, si riporta che la grande ruota verticale fosse utilizzata “in epoca antica”, non meglio precisata. Ciò fa presagire che il sistema a ruota verticale fosse stato abbandonato da parecchio tempo, probabilmente già nel XIX secolo.

Adesso

La ruota è stata ricostruita nelle sue dimensioni originarie, ma in acciaio CORTEN, un materiale particolarmente resistente agli agenti esterni e, per il suo caratteristico impatto estetico, adatto ai contesti di pregio storico e ambientale.